IL FUTURO È ELETTRICO.

Auto elettrica, la transizione è cominciata

Stato e amministrazioni locali le incentivano, le infrastrutture di ricarica crescono e l’offerta di modelli si amplia di mese in mese.

Finalmente ci siamo, l’auto elettrica ha preso lo slancio. No, questo non significa che si è verificato il sorpasso, nei numeri di vendita, ai danni di quelle a motore endotermico. I volumi di mercato sono ancora tutti dalla parte delle vetture a benzina e a gasolio, ma è innegabile che le fondamenta per la transizione sono ormai gettate. In altre parole, la diffidenza con cui è sempre stata guardata la mobilità a emissioni (locali) zero - a causa di limiti oggettivi, ma anche di pregiudizi, come per esempio il prezzo d’acquisto elevato, l’autonomia limitata, la scarsità di colonnine di rifornimento e i tempi lunghi di ricarica - potrebbe gradualmente dissolversi. Ecco perché.

 

Punti di ricarica: molto meglio di quanto si pensi

Innanzitutto precisiamo una cosa: quelle di cui andremo a parlare sono le colonnine al di sopra degli 11 kW di potenza. Ovvero, quelle ormai “irrinunciabili”, data la capacità in costante crescita delle batterie delle auto (colonnine meno potenti richiedono tempi eccessivamente lunghi per la ricarica). Ebbene, i punti di ricarica di questo tipo sono in deciso aumento, anche se non in modo uniforme nel Paese. In questo rapporto di Legambiente ci sono tutti i numeri in dettaglio, vale comunque la pena evidenziare qualche numero significativo. In Lombardia, si è passati dai 519 del 2018 ai 1.134 punti di ricarica del 2019 (anno peraltro ancora non finito…). In Emilia Romagna da 239 a 464, in Piemonte addirittura da 86 a 488, in Trentino Alto-Adige da 354 a 709. Il sud? Da 7 a 48 in Abruzzo, da 0 a 79 in Calabria, da 31 a 104 in Campania, da 24 a 126 in Sicilia, per citare alcuni esempi. Per completezza, è anche giusto aggiungere che le criticità non mancano. Per esempio, l'offerta di punti di ricarica è concentrata nelle città e nei punti di grande transito come i centri commerciali. 

 

L’autonomia non genera più ansia

Altro motivo di scetticismo che i fatti stanno smontando è l’ansia da autonomia, fattore storicamente (e comprensibilmente) limitante per la diffusione dell’auto a batterie. Nel giro di pochi anni, infatti, la distanza tra una ricarica e l’altra è cresciuta sensibilmente. Da non trascurare inoltre il fatto che sempre più spesso le Case automobilistiche offrano pacchi batteria differenziati (a costi conseguenti). Su uno stesso modello si può avere un’autonomia compresa fra poco più di 300 e oltre 500 km. È anche così, cioè andando incontro alle varie esigenze dei clienti, che li si convince a cambiare i propri modelli di consumo e le proprie abitudini.

 

Guidare un’elettrica è sempre più conveniente

Parlare di prezzo di listino, oggi e soprattutto in futuro, ha sempre meno senso. Tutti, ormai, lato offerta e lato domanda, vanno in direzione del “pay-per-use”. Sborsi una certa cifra ogni mese, in cambio di un pacchetto di servizi ben preciso, nel quale ovviamente è compreso l’uso dell’auto. Queste formule sono tanto più interessanti per l’auto elettrica, visto che il suo utilizzo vincola, con buona probabilità, all’adeguamento della rete elettrica di casa e all’installazione di una colonnina nel proprio garage. Piccole e grandi “complicazioni” che le Case si prendono in carico (se non sempre, quasi) al posto del cliente. Dal punto di vista più strettamente finanziario, a oggi, nessuno sa né può prevedere quale sarà il valore residuo di un’auto elettrica nel medio/lungo periodo. Ecco perché, per esempio, il Gruppo PSA per la Opel Corsa-e offre un canone mensile molto vantaggioso: ci si può mettere al volante della versione Edition per 329€ al mese per 48 mesi. Cifra comprensiva di 15.000 km all’anno di percorrenza, manutenzione ordinaria e straordinaria, assicurazione RC, furto/incendio, Kasko, copertura conducente e tutela legale e assistenza stradale h24. Non meno importanti, il caricatore da 11 kW di potenza e il servizio Opel Connect, anch’essi compresi nel prezzo. In altre parole, PSA si assume il rischio di un eventuale forte deprezzamento della Corsa-e, cosa che con diesel e benzina non accade, perché il costo del canone è formulato - anche - sul valore residuo presunto, che per le alimentazioni tradizionali è facile da prevedere (in quanto esiste uno storico).

 

Più scelta per gli automobilisti

Pochi giorni fa si è concluso il Salone dell’auto di Francoforte. Un’edizione a dir la verità non ricchissima di novità, ma che ha segnato uno spartiacque. Il motivo? Molte delle auto presentate hanno una portata simbolica non indifferente; modelli anche assai diversi uno dall’altro, ma con due elementi fondamentali in comune: il fatto di essere elettriche e vicine al debutto nelle concessionarie. In questo senso, si andranno ad aggiungere e a mettere in concorrenza con le tante già messe in commercio nell’ultimo anno, anno e mezzo. Questa è un’ulteriore conferma che l’offerta di modelli si sta allargando, andando a interessare fasce di mercato sempre più ampie.

 

Bonus statali e locali

Nel quadro della mobilità elettrica, un tocco importante e decisivo lo possono dare le istituzioni. Il primo è stato l’Ecobonus statale: per le auto con emissioni fino a 20 g/km di CO2 (in pratica solo le elettriche) è di 4.000€. 1.500€, invece, vanno a beneficio di chi opta per una vettura con emissioni fra 21 e 70 g/km (ciclo NEDC). L’Ecobonus è riservato a tutte le persone fisiche e giuridiche che immatricoleranno (le due condizioni sono obbligatorie ai fini dell'erogazione) un'auto nuova con CO2 al di sotto dei limiti sopra esposti, e non più costose di 61.000€, entro il 31 dicembre 2021.

La misura, questo è molto importante, vale anche per i leasing. A tutto ciò si aggiungono, rispettivamente, 2.000 e 1.000€ (si arriva così a un totale di 6.000 e 2.500€) nel caso si rottami un'auto Euro 1, 2, 3, 4 (non una Euro 0). Altro elemento fondamentale è che gli incentivi statali si possono cumulare con quelli regionali e provinciali: in alcuni casi limite, si può dunque beneficiare di un bonus - per le auto a zero emissioni - pari a 11.000€ totali; in Friuli Venezia-Giulia, nelle province di Trento e Bolzano e in Emilia Romagna.

 

 

Quando scegliere un’auto elettrica

Se è vero che i fattori che spingono in direzione dell’auto elettrica sono numerosi, è vero anche che prima di sceglierla è bene soppesare tutti gli aspetti legati alle proprie esigenze di mobilità. Ad esempio, chi percorre tanti km ogni giorno (di cui buona parte in autostrada) e chi vive in zone a bassa densità di punti di ricarica, forse trova risposte migliori alle proprie esigenze nei motori endotermici. Lo sviluppo del settore elettrico è però in rapida evoluzione e tutto lascia pensare che presto anche questi limiti saranno superati, a vantaggio di tutti.