Da nord a sud Italia, cinque progetti di street art per la riqualificazione urbana

Da nord a sud Italia, cinque progetti di street art per la riqualificazione urbana 

Il valore sociale e ambientale della street art è alla radice di questi progetti che hanno dato un nuovo volto ad angoli inaspettati delle città. 

Arte e comunità. Questi sono i pilastri di tante iniziative in tutta Italia che hanno puntato sul potenziale trasformativo della street art per favorire la riqualificazione di zone complesse e spesso degradate. Interventi che non mirano solo ad abbellire angoli grigi e dimenticati ma innescare un circolo virtuoso grazie al sostegno e alla partecipazione degli abitanti dei quartieri valorizzati attraverso l’arte urbana. Esploriamo cinque progetti in altrettante città da nord a sud Italia che sono stati in grado di riscrivere, o ridipingere, il destino di intere aree urbane attraverso operazioni di street art democratica e partecipata.

 

Milano con Orticanoodles

A marzo 2021 la via Canonica di Milano ha avuto un assaggio anticipato di primavera grazie alla creazione del primo LifeGate Wall, spazio destinato a ospitare messaggi legati alla salvaguardia del Pianeta e alla costruzione di una società più equa, sostenuto da Opel. Una gigante peonia con una scritta semplice ma d’impatto, “Simply Electric”, ha regalato al quartiere non solo colore ma anche un’aria più pulita. Il murale sulla facciata di un edificio al numero civico 25, infatti, è stato realizzato usando la pittura Airlite, che assorbe gli agenti inquinanti emessi dai veicoli non elettrici attraverso un processo fotocatalitico. Il murale rappresenta la visione di Opel di un futuro sostenibile e accessibile che passa attraverso l’elettrificazione dei suoi veicoli e si sposa perfettamente con la scelta del motivo floreale e della vernice Airlite.

 

Il braccio creativo dietro a questa importante azione artistica e ambientale è stato Orticanoodles di Walter Contipelli “Wally” e Alessandra Montanari “Alita”. Il collettivo di arte urbana che deve il suo nome al quartiere Ortica di Milano che ne costituisce la sede e il cuore si occupa di realizzare murales spesso con forti messaggi sociali, come quelli del “quartiere museo” Or.Me - Ortica Memoria che raccontano la storia di alcuni dei personaggi più importanti della storia del Novecento.

 

Torino con B.Art - Arte in Barriera

Torino è stata inserita nell’edizione 2016 della lista dei 52 posti da visitare nel mondo stilata annualmente dal New York Times. Tra i luoghi da non perdere del capoluogo piemontese troviamo “Habitat”, una serie di 13 facciate dipinte in bianco e nero dall’artista pugliese Francesco Camillo Giorgino, in arte Millo, che ha voluto raccontare il rapporto tra le persone e la città con immagini fantasiose e a tratti surreali.

 

Un invito a visitare un luogo inaspettato, ovvero il quartiere popolare Barriera di Milano a nord della città, anche da parte del celebre quotidiano statunitense. Era proprio questo l’obiettivo del programma Urban Barriera del comune di Torino, della Regione Piemonte e della Comunità europea, e in particolare del bando internazionale di arte pubblica B.Art - Arte in Barriera del 2014 per la riqualificazione artistica, culturale e sociale del quartiere. I murales di Millo rimangono un importante simbolo della collaborazione tra enti pubblici e street artist – ormai non considerati più vandali, ma artisti a tutti gli effetti – e un’attrattiva turistica a cui si può accedere tramite tour organizzati, mappe gratuite, un percorso dedicato alle scuole e una panoramica virtuale su Google Arts & Culture.

 

Genova con On the wall

Il quartiere Certosa a Genova si sviluppa sotto il viadotto Polcevera, conosciuto anche come ponte Morandi. Una zona segnata inevitabilmente dalla tragedia del 14 agosto 2018 quando il crollo del ponte ha portato con sé 43 vite e la dignità degli abitanti della Valpocevera. Per spostare anche solo per un attimo lo sguardo del pubblico, della stampa e soprattutto dei cittadini di Certosa dal vuoto lasciato dal viadotto, in occasione del primo anniversario del disastro il comune Genova, in collaborazione con l’associazione Linkinart, ha ideato il progetto On the wall, un festival di street art che ha impegnato 28 volontari e diversi artisti nella realizzazione di 13 murales su altrettante facciate del quartiere uniti dal tema della gioia, e nessuno dei quali contiene riferimenti al ponte.

 

L’intervento, come anche il desiderio di ricostruzione degli abitanti, continua a vivere. Linkinart, nella cornice del progetto Walk the line che si occupa della riqualificazione artistica anche di altre parti della città, organizza tour guidati per visitare le opere. Un itinerario di circa un’ora a piedi porta non solo a conoscere i murales ma inevitabilmente anche le tematiche che stanno a cuore agli abitanti di questa parte della città. 

 

Roma con Big city life

Un grande esperimento: un museo a cielo aperto che non chiude mai ed è completamente gratuito (e che si può esplorare anche attraverso visite guidate) in una borgata storica e tra le più popolose di Roma. Il museo condominiale di Tor Marancia, ovvero il progetto Big city life realizzato dalla no profit 999Contemporary, ospita i lavori di 22 artisti da dieci paesi ed è anche stato selezionato per rappresentare l’Italia alla 15a Mostra internazionale di architettura della Biennale di Venezia nel 2015.

 

Nel vero spirito dell’arte pubblica partecipata, un modello proposto da tanti progetti in tutto il territorio romano, 500 famiglie del “lotto 1” di Tor Marancia hanno incontrato direttamente i creativi, nomi di rilievo della street art internazionale quali Domenico Romeo, Matteo Basilè, Moneyless, Diamond, Alberonero, Mr Klevra, Seth, Pantònio e Gaia. Così, in parallelo all’arte e all’architettura antiche della Città Eterna, Tor Marancia è diventata un’attrattiva culturale di fama internazionale e una tappa d’obbligo per chiunque desideri esplorare la vivace scena di street art romana.

 

Napoli (e non solo) con Inward

Parco dei murales. Questo è nome con cui è stato ribattezzato il parco Merola di Ponticelli, quartiere della periferia est di Napoli e uno dei territori con il più alto tasso di dispersione scolastica e disoccupazione in Italia, diventato il primo distretto della creatività urbana della Campania con la creazione di otto grandi murales grazie a un progetto dell’osservatorio sulla creatività urbana Inward. Forte la partecipazione degli abitanti, soprattutto i giovani del complesso residenziale (alcuni dei quali sono raffigurati nelle opere), coinvolti attraverso laboratori sociali organizzati da Inward.

 

L’organizzazione vuole replicare il successo anche in un’altra zona della periferia orientale di Napoli, il rione Luzzatti-Ascarelli, con l’inaugurazione del Rione dei murales nel 2019. L’ultimo in una serie di progetti in tutta Italia che dai primi anni Novanta, quando sono iniziate le prime attività dei suoi fondatori, hanno reso l’organizzazione un punto di riferimento per lo sviluppo e la ricerca nell’ambito dell’arte urbana. E per favorire quell’incontro perfetto tra riqualificazione artistica e rigenerazione sociale.

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