Murales

Opel inaugura il LifeGate Wall 

Con il murale mangia smog Simply Electric, Opel e LifeGate inaugurano a Milano un muro dedicato alla sostenibilità.

Mobilità condivisa, veicoli elettrici, micromobilità, mezzi non tradizionali. Tutti termini che negli ultimi anni sono entrati sempre di più nel nostro vocabolario. Se da un lato rappresentano ancora una nicchia nello scenario globale della mobilità, stiamo andando sempre di più verso una “nuova normalità” in cui sistemi di trasporti a basso impatto ambientale e ad alto valore sociale diventeranno lo status quo. A vivere questa rivoluzione saranno soprattutto i giovani di oggi, come Lorenzo Tecleme, attivista del movimento per l’azione sul clima Friday for future Italia. “Quando non ho un cartellone in mano studio Scienze della comunicazione a Bologna e scrivo saltuariamente su alcune testate,” racconta di sé. Insieme a lui esploriamo come le scelte di oggi possono rivoluzionare i trasporti e l’ambiente di domani.

La primavera è arrivata in anticipo a Milano. A portarla è stata Opel con la grande peonia dipinta in via Luigi Canonica 25 per il murale “Simply Electric.

Con l’immagine simbolica di un fiore che sboccia, Opel ha così inaugurato il LifeGate Wall: un progetto promosso da LifeGate e dedicato alla sostenibilità ambientale e sociale.

Al centro dell’opera, che riconosce alla natura il suo ruolo di alleata insostituibile, c’è l’impegno del brand per la mobilità sostenibile. Un messaggio che, recapitato proprio qui, nel centro di Milano, parla a tutti coloro che vivono e attraversano quotidianamente la città. È a loro che Opel ha pensato, in modo particolare, con la sua

Opel Corsa-einteramente elettrica e perfetta in un contesto di urban mobility, dove scegliere veicoli ecologici è diventato fondamentale per contribuire a ridurre le emissioni a vantaggio della qualità dell’aria e della salute di tutti.

“L’impegno di Opel verso la mobilità sostenibile è tangibile. La nostra gamma di veicoli elettrificati si amplia sempre più e durante quest’anno raggiungerà 9 vetture e 3 veicoli commerciali elettrificati, un impegno concreto” dichiara Fabio Mazzeo, Direttore di Brand Opel Italia. “Una mobilità accessibile ad un vasto pubblico, come nella migliore tradizione di Opel da oltre 120 anni”.

 

 

LifeGate, da vent’anni l’impegno per la sostenibilità

 

I 200 metri quadrati di questa parete condominiale, a pochi passi dall’Arco della Pace, diventano così il fondale perfetto per regalare colore e bellezza al quartiere e al tempo stesso rivolgere alla cittadinanza messaggi legati alla salvaguardia degli ecosistemi e alla riduzione degli squilibri sociali. Un impegno che LifeGate porta avanti quotidianamente.

“Da oltre vent’anni ci occupiamo di sostenibilità e siamo convinti che il coinvolgimento dei singoli individui sia fondamentale per diventare parte del cambiamento, attraverso scelte e abitudini quotidiane”, commenta Enea Roveda, ceo di LifeGate. “Siamo felici di dedicare alla nostra città uno spazio che parla di ambiente, di rispetto e di futuro, per i cittadini milanesi e per le prossime generazioni”.

Ambasciatrice in questa missione, oggi, diventa l’arte urbana, scelta come forma di comunicazione alternativa, per rappresentare valori e prospettive comuni.  

 

 

Orticanoodles, chi sono gli artisti dell’opera

 

A realizzare il murale sono stati gli Orticanoodles, collettivo di muralisti di fama internazionale, che solo a Milano ha dipinto più di 15mila metri quadrati di pareti, inaugurando anche il primo quartiere museo al mondo, Or.Me. – Ortica memoria, nato proprio all’Ortica (loro base operativa, a cui devono anche nome).

La loro tecnica è quella dello stencil unita allo spolvero. Un metodo di origine rinascimentale che permette di dipingere con precisione grandi superfici, grazie all’uso di disegni preparatori eseguiti su carta o cartoncino, che vengono perforati e applicati alla parete. Nel caso di Simply Electric gli artisti hanno utilizzato 60 matrici da 3 metri per 1 metro, lavorando per un totale di circa 33 ore.

La natura, insieme all’uomo e alle città, è uno dei soggetti principe delle loro creazioni, che dalle periferie ora approdano anche in centro.

Una vera consacrazione per chi ha fatto del concetto di arte democratica e partecipata la propria missione. “Quello che cerchiamo di fare è portare l’arte nella vita di tutti i giorni”, spiegano Walter “Wally” Contipelli e Alessandra “Alita” Montanari (fondatori e anima del collettivo).  A questo obiettivo si associa anche la sensibilità verso le tematiche ambientali, che si traduce sia nella scelta di materiali green che nel desiderio di mobilitare le coscienze attraverso la propria opera. 

“Abbiamo deciso di rappresentare un fiore in quanto simboleggia perfettamente il momento delicato che stiamo attraversando in cui la natura indica la via per mantenere una corretta condotta nel rapporto infinito tra uomo e ambiente”, spiega Wally. Per lui la scelta di affidare all’arte questo ruolo da tramite rappresenta un’importante iniziativa di “mecenatismo urbano”, in cui i brand travalicano le logiche commerciali tradizionali, per farsi leader di pensiero. “Questo murale non ha nessuna call to action, perché con la pittura si può emozionare, non si può vendere”.

E non c’è dubbio che il fascino espresso da un’opera d’arte difficilmente possa essere raggiunto da un cartellone pubblicitario. “Quando siamo sui ponteggi a dipingere, le persone si fermano, ci fotografano, rimangono colpite. Raramente si vede qualcuno ammirare o fotografare un billboard…”

Un murale mangia smog

 

 

Oltre a portare colore e a decorare l’ambiente urbano, il murale di via Canonica 25 avrà un altro effetto benefico sulla zona: ne ridurrà l’inquinamento grazie alla sua speciale vernice mangia smog.

La grande peonia è stata infatti dipinta con 14 tonalità e 20 litri di pittura Airlite, in grado di assorbire gli agenti inquinanti emessi dai veicoli non elettrici, con un processo fotocatalitico.

“L’opera è realizzata con una speciale pittura che rimuove dall’aria sostanze nocive andandola a purificare”, spiegano gli Orticanoodles che per le loro opere usano spesso questo prodotto. “Così come un vero fiore compie la sua quotidiana azione di bilanciare l’equilibrio naturale, così la nuova opera permetterà al quartiere di respirare un’aria più pulita”.

Un esempio creativo di come arte, scienza e aziende possano mettersi al servizio del bene comune, facendosi anche portavoce di una visione che guarda fiduciosa verso un futuro più sostenibile.

 

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